Architetto
Il valore del restauro
Architetto Pellegrini, si discute spesso della necessità di valorizzare il patrimonio italiano (artistico, paesaggistico, urbano). C’é chi denuncia un paesaggio sempre piu’ degradato, chi lamenta la mancanza di un genio contemporaneo, chi propone l’abbattimento delle opere che violentano l’estetica italiana…
Ma cosa tenere? Cosa eliminare? Come incominciare?
In Italia esiste un dificile rapporto che ora deve essere costruito con gli enti di tutela: le soprintendenze.
È importante riuscire a creare un dibattito costruttivo per poter contribuire a modiicare il sistema di “tutela “ o meglio il sistema “di non variare assolutamente niente”; addirittura si arriva in aree vincolate a tutelare ediici progettati da aziende di prefabbricati (come mi è successo recentemente). Prima di decidere cosa tenere ed eliminare è necessario confrontarsi con questo ente statale, e lo stesso vale per come ricostruire o ristrutturare.
In quale ambito sarebbe particolarmente vantaggioso intervenire?
Restaurare con qualità è molto caro, ma è conveniente per il valore immobiliare che andrà ad assumere nel tempo, e soprattutto per il rispetto del paesaggio e dei centri storici.
E sarebbe un valore riconosciuto nel mondo?
Moltissimo, la nostra è una scuola importante: del come si restaura e del come si legge l’intervento contemporaneo
rispetto all’antico.
Qualche esempio interessante?
Il restauro della Pilotta a Parma, Santa Maria della Scala a Siena, il restauro del Teatro Verdi a Pisa e la ricostruzione di Borgo San Michele, sempre a Pisa.
Ma quanto tempo ci vorrebbe a restaurare… un paese?
Quanto costerebbe? In italia molto tempo… i costi possono andare dai 1.250 ai 1500 euro al mq.
Il problema é che gli italiani sono bravi a soffocare gli entusiasmi e poco a collaborare insieme; sono troppo individualisti, hanno paura a confrontarsi.
Pietro Carlo Pellegrini

