Alfonso Femia

Architetto

Restauro

Parola che dovrebbe significare ridare vita ma che spesso suona triste e crea rimpianti.
Non è la parola il problema. Il tempo è forse la questione.
Restauro può significare innanzitutto ridare forma, sostanza, o questo è quello che un uomo amante della città e dell’ambiente si aspetta. Se ogni progetto alla sua origine ha creato una metamorfosi del reale il restauro, a dispetto di quanti credono il contrario, compie esso stesso una metamorfosi rispetto al reale con cui si confronta e forse con coscienza e sapienza dovrebbe compierla anche rispetto al suo significato nel tempo.

Il restauro è spesso ipocrisia, assenza di volontà, eutanasia di un origine.
L’Accademia, la paura delle responsabilità e l’incapacità di comprendere con coraggio lo stato delle cose ci porta continuamente ad assistere a vere e proprie perversioni protette dal gonfalone dell’atto del “restauro”.

Non saprei ma oggettivamente non è interessante il restauro di un palazzo nel solo senso del “corpo”, se da questo non si vuole offrire altro che lui stesso e non lo si nutre anche di una riflessione progettuale contemporanea e moderna, soprattutto sull’uso degli spazi o su come oggi e nel futuro sia possibile utilizzarli, esaltarne il valore e le sue possibilità, ormai uniche. Non è in discussione il restauro di un monumento.  È in discussione un atteggiamento. Occorrerebbe recuperarlo, con coraggio e visione.

Alfonso Femia

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